Londra prima di Natale

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fm1976
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Iscritto ilCOLON mar gen 30, 2007 12:13 pm

Londra prima di Natale

Messaggio da fm1976 » mar gen 30, 2007 12:17 pm

Londra non avrebbe bisogno di descrizioni, né di definizioni. Forse perché è una città che non si lascia definire, cambia continuamente, ha infinite facce ma una sola anima, ha sempre lo stesso fascino ma cento cose nuove da vedere ogni volta.
E' la città in cui si vedono ancora (rari) uomini con bombetta e ombrello, ma senti parlare un inglese impeccabile a persone dal cognome greco o dai lineamenti esotici.
E' la città in cui le vecchiette fanno ancora la coda per l'autobus, ma ormai non brontolano più se qualcuno passa avanti. E soprattutto nessuno brontola se di domenica mattina l'autista (donna) dell'autobus si ferma in mezzo a Oxford Street per farsi vendere una borsa, attraverso il finestrino, dal ragazzo di una bancarella.
E' la città in cui accedere in centro con la macchina costa l'equivalente di 12 Euro, ma il traffico nelle ore di punta è ugualmente intasato.
E' la città in cui lo smog non lo avverti, ma te ne accorgi la sera quando ti strucchi, di quanto se ne è depositato sulla tua pelle.
E' la città dai mille musei, di cui almeno 5 dedicati alle guerre.
E' la città in cui i musei (tra i più importanti del mondo) sono gratis, ma una mostra temporanea costa 18 Euro.
E' la città dai tanti teatri, cinema e stadi, da esistere una guida settimanale di 190 pagine, per poter decidere cosa fare la sera, ma basta passeggiare per Soho in qualunque stagione per trovare vita all'aperto, e locali di ogni tipo affollati fino alle vetrine.
E' la città in cui gli inglesi hanno cominciato a imparare a mangiare bene, se solo hai modo e voglia di spendere un occhio della testa.
E' la città in cui puoi vedere un uomo che esce a comprare il pane in pigiama e felpa, quando tu hai le articolazioni congelate dal freddo mattutino.
E' la città in cui intorno alla torre medievale, dagli anacronistici guardiani ed i corvi da leggenda, sorgono ogni anno nuovi grattacieli, sfida degli architetti, nonostante fallimenti e buchi miliardari, sull'orlo della bancarotta.
E' la città in cui si può costruire una ruota panoramica di fronte al campanile simbolo di una nazione, e farla diventare parte integrante dello sky-line nel giro di pochi anni, perché in pochi altri posti al mondo il vetro e l'acciaio non deturpano la storia in stile Tudor e Vittoriano ma la esaltano ed evidenziano.
E' la città in cui basta svoltare un angolo per abbandonare il rumore del traffico e della vita, per trovarsi nella quiete di ordinate vie residenziali e piazze con giardini, dimore di scoiattoli.
E' la città di cui mi sono innamorata tanti anni fa, e a cui resterò fedele, perché per me avrà sempre un significato speciale.

Non avendo mai avuto la fortuna di vedere Londra sotto Natale, ci siamo decisi l'estate scorsa e abbiamo fissato questa mini-vacanza con 3 mesi di anticipo. Volo Meridiana, costo 190 € a testa a/r (meno di Ryan-Air negli stessi giorni), da Firenze, ottimo orario perché l'andata arriva a Gatwick alle 9 di mattina, ed il ritorno è alle 8 di sera, lasciandoci quasi due giornate piene. L'albergo che abbiamo prenotato è il Luna & Simone, in Belgrave Road, via costellata di alberghi nella schiera di case vittoriane a tre piani, la spesa per una camera matrimoniale con bagno e prima colazione è di 65 £ a notte (1£ vale circa 1,50 €). Per gli spostamenti abbiamo preso una travelcard da 3 giorni e una da un giorno per le zone 1-2 (spesa totale di poco meno di 20 £ a testa, e la comodità di salire su un autobus anche per una sola fermata), mentre da Gatwick al centro abbiamo scelto il Gatwick Express, costo a/r 25 £ e tempo di percorrenza mezz'ora.

L'atmosfera natalizia a Londra si respira nelle strade illuminate, negli alberi giganteschi (un po' deludente quello di Trafalgar Square, molto più bello quello delle Houses of Parliament), nei negozi e nelle chiese addobbati. Covent Garden con l'albero e le bancarelle, più allegro che mai, Regent Street con l'illuminazione assai scenografica, sponsorizzata anche quest'anno dal cartone animato in uscita per Natale (Giù per il Tubo), gli impiegati che a pranzo al pub impacchettano i regali per i colleghi, le ragazze che si danno appuntamento a cena per scambiarsi bottiglie e album di foto.... Che bello poi lanciare occhiate furtive dietro le finestre degli uffici e degli studi, per scorgere alberelli folti spuntare da dietro selve di monitor... tutto questo ci fa sentire a casa, una calda sensazione di vita e relazioni umane, nonostante la paura latente di attentati e criminalità che però sembra più confinata ai titoli dei giornali che non nella testa dei londinesi, l'unica cosa che ce la ricorda è l'ossessione per i bagagli lasciati incustoditi anche solo dieci secondi.

La nostra vacanza nella "Londra prima di Natale", procedendo per ordine, è andata così....

Lunedì 18 Dicembre 2006. Arriviamo a Londra la mattina presto, alla stazione di Victoria ci mescoliamo al brulicare dei pendolari e con i nostri trolley ci avviamo a piedi all'albergo: la nostra camera non è ancora pronta, ma ci fanno lasciare i bagagli direttamente in camera mentre la ragazza sta cambiando il letto.
Alle 11 siamo pronti per girare di nuovo per Londra, sono passati 5 anni dall'ultima volta!
Partiamo dalla Tate Britain, per motivi di vicinanza all'albergo e perché per un'appassionata di JMW Turner come me la Tate è una meta imperdibile. L'ingresso, come tutti gli altri musei statali principali, è gratuito; la visita ci prende un'oretta, oltre a Turner ci soffermiamo sui preraffaelliti e su un dipinto di Klimt.
Prossima tappa, Regent Street ed in particolare Hamleys. E' quasi l'ora di pranzo e pensiamo che di lunedì a mezzogiorno "non ci sarà tanta gente...." e invece... una folla da dover chiedere permesso per riuscire a prendere la scala mobile, delle file alla cassa da farti passare la voglia di comprare... ma Hamleys è al solito uno spettacolo, io come sempre mi incanto al piano terra, dedicato ai peluche, c'è una giraffa in grandezza naturale che costa 3500 £, ma secondo noi il problema per un possibile acquirente, più che il prezzo, è il posto dove metterla!
Per il pranzo ci dirigiamo verso Brewer Street, dove la guida Routard ci consiglia "Fresh and Wild", negozio di alimentari biologici con un servizio tipo self-service da asporto o da mangiare nei pochi tavolini disponibili. Spendiamo 11 £ per due piatti di pollo con spinaci e riso basmati, e acqua minerale, dividendo l'unico tavolo libero con un ragazzo che legge il giornale, e pensare che sono già le due!
Il pomeriggio ci porta per prima cosa da Twinings, visto che chiude piuttosto presto. Devo trattenermi altrimenti comprerei tutto.... Scelgo di prendere solo le scatole di tè che non ho mai visto qua, poi mi accorgo che vendono anche le bustine sfuse... morale, esco con circa 180 bustine di tè e infusi (tra scatole e sfuse)!
Da qui, girando intorno alla Royal Courts of Justice, arriviamo a piedi fino ai Lincoln's Inn, la prima vera meta nuova per noi. Il posto non tradisce le nostre attese, molto inglese, molto tranquillo, molto "da avvocati"... ci piace! Ancora di più ci colpisce la meta successiva, che raggiungiamo con un bus preso al volo in High Holborn: Saint Bartholomew the Great, di cui avevo scoperto l'esistenza grazie al forum. E' la chiesa (la più vecchia di Londra, dice la guida) in cui è stato girato "Quattro matrimoni e un funerale". Siamo fortunati, perché il lunedì dovrebbe essere chiusa, e invece noi troviamo aperto perché c'è il coro che prova i canti di Natale, ed è ancora più suggestivo e d'atmosfera.

All'uscita ci ritroviamo di fronte il mercato di Smithfield, che vista l'ora è chiuso, ma è comunque interessante vederne la struttura, a piedi arriviamo fino al Barbican Center, poi prendiamo la metro per arrivare a King's Cross a fare la foto al binario 9 e tre quarti, peccato che non abbiamo i poteri di Harry Potter e non tentiamo nemmeno di buttarci addosso al muro per vedere cosa succede!
Altra passeggiata in Oxford Street, Regent Street e Carnaby Street (non ha più i negozietti alternativi e punk della prima volta che ci sono stata, ma è sempre piacevole camminarci), e poi ceniamo da Leon, in Great Marlborough Street proprio all'angolo con Carnaby (consigliato dalla Lonely Planet). Il locale è accogliente, i 3 ragazzi che lo gestiscono sorridenti, la clientela ha più o meno la nostra età. I piatti che prendiamo, di ispirazione mediterranea, nonostante l'aspetto confusionario hanno un buon sapore e la spesa non è eccessiva: 12 £ per due piatti unici con polpette o pasticcio e verdure, e acqua.

Martedì 19 Dicembre 2006. Alle 8.30 siamo già pronti per partire, a quest'ora di mattina fa un bel freddino fuori! La prima tappa è St. James Park, i vialetti sono coperti da un sottile strato di ghiaccio qua e là che fa barcollare le signore che in tailleur vanno a lavorare verso gli uffici di Victoria Street. Noi siamo talmente imbacuccati che è un'impresa riuscire a fare le foto, ma il risultato poi sembra un quadro di Turner, con Buckingham Palace in dissolvenza sotto la nebbiolina...

La nebbia purtroppo ci fa meno comodo quando saliamo sul campanile della Westminster Cathedral (con l'ascensore, 3 £ a testa), riusciamo comunque a distinguere anche alcuni degli edifici più lontani, grazie alle spiegazioni disegnate ai 4 lati del campanile. Il panorama da qui è sicuramente meno suggestivo di quello che si vede dalla London Eye, ma con un fidanzato che soffre di vertigini 3 £ è l'investimento massimo che ci sentiamo di fare per attrazioni in alta quota... e poi anche la durata è brevissima, e visto che a Londra il tempo non è mai abbastanza, è un bel guadagno.
Con la metro cambiamo completamente zona, ci catapultiamo fino al Millennium Bridge (che bella la vista su St Paul!) e di qui alla Tate Modern. Pur essendo assolutamente ignoranti in fatto di arte moderna e contemporanea, giriamo la galleria (anche questa gratis) almeno per vedere qualche Picasso, Braque, Wharol, Lichtenstein, ma quello per cui la Tate ci affascina è la struttura (ex centrale elettrica riconvertita sapientemente dagli architetti) e "Test site" l'installazione del tedesco Carsen Holler, una serie di scivoli in acciaio in cui i visitatori sono invitati a scendere, e noi ovviamente proviamo!


Uscendo, seguiamo il London Path della South Bank passando dalla Cattedrale di Southwark, la Hay's Galleria - pranzando al pub "The Horniman at Hay's" che si affaccia sul Tamigi - Shad Thames, Butler's Wharf. Attraversiamo il Tower Bridge fino alla torre di Londra, ma per l'ennesima volta decidiamo che è troppo cara per noi, e non entriamo. Già che siamo in zona, saliamo a Tower Gateway da dove partono i treni della Docklands Light Railway, perché la guida Routard segnalava treni ogni ora "con una guida turistica a bordo per scoprire i cambiamenti che sconvolgono l'est di Londra". Una semplice domanda al banco informazioni, per scoprire che questa iniziativa non viene più fatta da almeno 4 anni…. Da qui allora resta di mano una deviazione fino a Brick Lane (nei quartieri emergenti dell'East End multietnico, e location di un libro dal titolo omonimo che mi era piaciuto), ma resto delusa, forse non sono pronta ad uscire dalla metropolitana e ritrovarmi in un posto così diverso dalla "mia" Londra inglese... un posto dove la quasi totalità delle persone ha lineamenti indiani, perfino i vigili che controllano i parcometri!, dove le insegne delle vie e dei negozi sono in inglese e in sanscrito, dove gli sportelli del cambio cambiano solo le monete del Bangladesh in Sterline e viceversa. Così come Chinatown non è uno dei posti che preferisco, anche questo mi lascia perplessa perché non vi vedo la multiculturalità che amo di Londra, ma piuttosto una separazione e ghettizzazione di una cultura che non vuole integrarsi ed ambientarsi in quella locale.
Ritorniamo in luoghi a me più familiari, Bloomsbury e poi al Pollock's Toy Museum, l'ingresso costa 3 £ e alla fine ho in mente solo le parole della guida per descriverlo: "un po' inquietante", saranno le dimensioni anguste delle stanze e delle scale, le bambole d'epoca che ti puntano gli occhi vitrei addosso... comunque siamo contenti di essere venuti, nel negozio poi rivediamo giochi che usavamo da bambini e credevamo scomparsi!
Per riscaldare un po' il freddo pomeriggio (alle 4 già viene buio!) ci concediamo un tè con ottimi e ipercalorici scones in una Patisserie Valerie e poi passeggiamo per Covent Garden e Neal Street, come sempre affollate. Sono già le 6, è l'ora giusta per andare alla British Library che il martedì osserva un orario più lungo. Che meraviglia poter osservare da vicino, sempre gratuitamente, manoscritti e stampe originali di documenti che hanno fatto la storia, dalla Magna Charta ad una bibbia di Gutenberg, dai manoscritti di Joyce, Virginia Woolf e Lewis Carroll agli schizzi dei Beatles!
Quando usciamo è ancora abbastanza presto da poter arrivare da Harrods con la metro e trovarlo aperto, breve giro - guardare ma non toccare - dentro, ma il nostro obiettivo era la foto notturna all'illuminazione della facciata!


Missione compiuta, possiamo andare a cena in un pub in zona. Proviamo "The Nag's Head" ma è pieno, finiamo nel pub accanto (Wilton Arms) per accorgerci solo dopo esserci seduti che in Inghilterra ancora non esiste il divieto di fumo nei locali! Ma siamo troppo stanchi e affamati per alzarci, sacrifichiamo il gusto della cena ed i nostri vestiti, per mangiare più velocemente che possiamo un buon hamburger, non proprio economico. Realizzeremo alla fine che evidentemente il divieto è a discrezione dei gestori, infatti altri locali in cui siamo stati erano rigorosamente liberi dall'appestamento del fumo!

Mercoledì 20 Dicembre 2006. Mattinata dedicata a due musei che non avevamo mai visto: il Victoria and Albert e il vicino Science Museum, entrambi interessanti ma enormi, nonostante le mappe ci aiutino a limitare la visita alle sezioni che ci interessano di più, saltando inevitabilmente molte cose, usciamo dopo più di tre ore! Al V&A ciò su cui mi soffermo di più (oltre ai cartoni di Raffaello, motivo principale della nostra visita) è la mostra "Sixties Fashion" con gli abiti che indossavano le ragazze della Swinging London, e poi rimaniamo impressionati dalla caffetteria, dove i molti visitatori che alle 10.30 fanno colazione (almeno speriamo che non sia già il pranzo) possono scegliere tra una quantità e varietà di pietanze dolci e salate molto invitanti.... peccato che per noi quella non sia l'ora giusta né per la colazione né per il pranzo! Il Museo della Scienza è un fuori programma, a cui possiamo dedicare solo un fugace passaggio attraverso tutti i piani, la cosa più impressionante è il modulo di comando dell'Apollo 10… è minuscolo!
Visto che la meta successiva è la National Gallery, decidiamo di pranzare in Trafalgar Square. Il caffè nella cripta di St Martins è strapieno, allora optiamo per il pub "The Chandos" con un corroborante pasticcio di agnello, poi via dentro la Galleria, dove grazie alla mappa fornita all'ingresso andiamo a colpo sicuro nelle sale in cui sono custoditi i nostri pittori preferiti. "Manet to Picasso", poi, una mostra temporanea nell'ala Sainsbury (fino a Maggio 2007) che non è altro che una ri-disposizione delle tele del tardo 19esimo e 20esimo secolo conservate abitualmente nella Galleria, ci consente di rivedere capolavori di Monet ("The Thames below Westminster" su tutti), Renoir, Degas, Van Gogh, sotto una nuova luce, con nuovi accostamenti per cogliere tendenze, differenze e influenze.
Percorrendo Long Acre torniamo a Lincoln's Inn Fields per vedere il Sir John Soane's Museum. Oltre all'inaspettato aprirsi della porta mentre saliamo gli scalini (è semplicemente grazie al signore che guarda dallo spioncino l'arrivare dei visitatori), è sorprendente come una semplice casa vittoriana, dalla facciata uguale a tutte le altre, dentro possa nascondere un mondo segreto fatto di colonne, capitelli, cimeli, libri e stampe nascoste dietro le pareti mobili.
Il resto del pomeriggio è dedicato ad un po' di shopping in Oxford Street, CD, abbigliamento, tè e marmellate per mamme e sorelle. Ci accorgiamo quasi per caso di un vicolino dall'illuminazione spropositata rispetto alla larghezza della strada, un cartello con "St Christopher Place" ci invita ad imboccare il vicolo che subito si allarga, e ci troviamo in una piacevole (a parte l'odore di mangiare vicino ai locali) stradina pedonale con negozi carini, meno ordinari delle grandi catene in franchising di Oxford St. Per la cena torniamo a Soho, per salvaguardare almeno per una sera il nostro fegato dal cibo da pub scegliendo un piccolissimo self-service vegetariano in Berwick St, "Beatroot": si sceglie la dimensione per la ciotola (quella media costa 4,75£) e si fa riempire di quel che più ci ispira! Anche qui si divide il poco posto con gli altri avventori, ma la qualità del cibo è buona, per una cena veloce ed economica è un ottimo posto.

Giovedì 21 Dicembre 2006. Nelle intenzioni originarie sarebbe stato il turno dei Kew Gardens, poi le notizie sulla nebbia che circonda Londra mandando in tilt il traffico stradale ed aereo, la paura di non tornare in tempo per arrivare presto in aeroporto, e (va detto) la stanchezza, ci fanno cambiare programma, così scegliamo di fare un po' di giri panoramici in autobus, scendendo dove più ci piace. Ci dirigiamo verso Chelsea, l'autobus percorre tutta Kings Road e noi la guardiamo dall'alto del (nuovo) double-decker bus (a proposito, ne abbiamo avvistati un paio di quelli storici! Uno era sicuramente in servizio lungo la linea 9....)
Scesi dall'autobus, una breve passeggiata fino a South Kensington ci proietta in caratteristici scorci di un quartiere tranquillo ed elegante, ed arriviamo fino alla Michelin House perché volevo tornare nel delizioso (ma più caro di come me lo ricordassi) negozio per la casa "Conran Shop".
Riprendiamo un bus in direzione opposta e decidiamo di tornare anche al British Museum, l'ultima volta che ci eravamo stati avevano appena inaugurato la Great Court e ci era piaciuto tantissimo. La copertura di vetro e acciaio, la luce che diffonde, non tradisce i nostri ricordi, per il resto ci limitiamo alla mostra temporanea "Power & Taboo: Sacred objects from the Pacific", molto interessante anche se piccola (e chi dice che sia un difetto?)
Proseguiamo per il pranzo al pub "White Lion" di Covent Garden, anche in questo caso è un ritorno per noi, ci vuole una buona jacket potato per salutare Londra…. Resta infatti solo il tempo di fermarci a fare le classiche foto da bravi turisti al Big Ben e alla London Eye…. Ma che ci volete fare, per quanto sia da giapponesi, il Big Ben (che fotografo da ogni possibile angolazione) resta per me il simbolo di Londra.

Torniamo a prendere i bagagli all'albergo, in neanche un'ora siamo a Gatwick dove ci attendono lunghe code al metal detector ed il volo con un'ora di ritardo. Arriviamo a casa che sono già l'una di notte, nonostante la stanchezza non è facile addormentarsi con addosso ancora l'emozione di essere stati nella città che più amiamo al mondo (dopo la nostra), che dopo questa vacanza ha per noi un significato ancora più nostro.
Esistere e sentire la vita.
Erri
MessaggiCOLON 15
Iscritto ilCOLON mer mag 24, 2006 12:21 pm

Messaggio da Erri » mar gen 30, 2007 12:33 pm

:D Wow. Bellissimo diario, complimenti, mi ha appasionato.
regina46
MessaggiCOLON 5
Iscritto ilCOLON mar nov 29, 2005 8:00 pm

Messaggio da regina46 » mer gen 31, 2007 11:01 am

Veramente bell'esperienza. Complimenti, brava. :o
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