studio e mercato del lavoro : Studiare in Italia
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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: studio e mercato del lavoro
MessaggioInviato: ven gen 20, 2006 11:08 am 
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Iscritto il: ven gen 20, 2006 10:59 am
Messaggi: 3
Voglio proporre una discussione:
Ma secondo voi e' lo studio che non e' adeguato al mercato del lavoro italiano o viceversa e il mercato del lavoro italiano non adeguato ai nuovi trend europei?

forza parliamone

Ciao


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: ven gen 20, 2006 3:08 pm 
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Iscritto il: ven gen 20, 2006 2:56 pm
Messaggi: 3
Generalizzo un po' sullo studio in Italia che non porta al lavoro:

1) Sempre meno meritocrazia;
2) Sempre meno voglia di imparare da parte di noi giovani;
3) Clientele, nepotismo, provincialismo;
4) Anche quando si hanno buone idee non vengono messe in pratica per mancanza di senso del rischio (economico, politico, civile......);
5) Sistema paese non abbstanza adeguato ad assorbire manodopera qualificata;
6) Bassissima percezione del bisogno fonamentale di uno stato dove ogno cittadino sia messo nella condizione di imparare e di aggiornarsi tutta la sua vita.

Insomma le ho buttate lì per qualcuno che vorrà approfondire.

ciao a tutti

:?


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 Oggetto del messaggio: Studiare e mercato del lavoro
MessaggioInviato: lun gen 23, 2006 12:10 pm 
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Iscritto il: lun gen 23, 2006 11:54 am
Messaggi: 4
Pereti,

ti do pienamente ragione...io ho lasciato lo studio italiano per cimentarmi in quello inglese e americano, il mercato del lavoro in inghilterra mi ha fatto entrare con le braccia aperte, ha analizzato le mie capacita' e ora sento che sto crescendo in esso e forse questo autunno riesco a trasferirmi a brussel...quello italiano non so...l'accoglienza penso non sarebbe stata la stessa. In italia, ci sono ancora tanti pregiudizi, da dove vieni, come vesti, di che partito sei, che religione hai...ah poi...che universita' hai fatto, la figa o bla bla bla...a volte penso ma no esagero, poi conosco qualcuno italiano o rientro a in italia e mi sa proprio che e' cosi'...e mi vergogno....e' vero lasciamo andare via i giovani laureati perche' nel mercato proprio non riescono neanche a bussarci...
che rabbia!


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 Oggetto del messaggio: chissà se l'italia cambierà....
MessaggioInviato: mar gen 24, 2006 1:08 pm 
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Iscritto il: mar gen 24, 2006 12:33 pm
Messaggi: 2
L'Italia la considero il paese dei balocchi o come lo giudicano gli stranieri il paese del sole, dell'arte e del cibo ....anch'io come tutti voi ho serie difficoltà nell' inserirmi nel mondo lavorativo italiano.Mi sono appena laureata in lingue e letteratura straniere in Italia(purtroppo), ho vissuto parecchi anni all'estero Spagna,Francia, Irlanda e un anno in Inghilterra grazie alla borsa di studio Erasmus.Sono andata persino in India a fare volontariato in una missione laica.
Ora sono in crisi perché mi piacerebbe inserirmi nel'insegnamento ma è difficilissimo e tortuoso il cammino per questo tipo di carriera....
Volevo provare a conseguire l'abilitazione di insegnamento in Inghilterra o in Spagna per entrare nelle scuole d'ordine secondario però non so se il sistema italiano mi riconosca il titolo di studio nel caso in cui decidessi di ritornare nel mio paese un giorno....
Il problema del sistema italiano che il governo è in mano a una classe di dirigenti politici a mio avviso ricca e incompetente legata ancora ad una visione provinciale e classista dell'Italia nonostante promuovino riforme progressive in linea a quello che il mercato europeo attualmente sta richiedendo.
Chissà se i giovani un giorno decideranno di unirsi e muoversi protestando contro questo tipo di governo fittizziamente democratico . A mio avviso democrazia e meritocrazia sono i pilastri fondamentali per costruire una società, che ne pensate voi?

a presto


:)


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 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: gio gen 26, 2006 1:04 am 
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Iscritto il: mar nov 29, 2005 4:33 pm
Messaggi: 6
Ah, argomento difficile. Ormai parlare male dell'Italia è come sparare alla croce rossa. E' c'è qualcuno che dice che siccome abbiamo 40 milioni di auto e 40 milioni di telefonini siamo un paese fighissimo. Che tristezza. La prima cosa che fa un poveraccio che arriva in Italia in modo periglioso e a farsi sfruttare da qualuno è: comprarsi un telefonino. Quanti ne ho visto rumeni, marocchinim senegalesi, che a casa loro guadagnano 100 euro al mese a andargli bene comprarsi telefonini da 300/400 euro. Cosa vuol dire questa cosa? Io questi immagriti li capisco, ma gli italiani. Non è che forse siamo ancora un paese in via di sviluppo?

Mah!

:cry:


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