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Lavoro in Italia

 
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Autore Messaggio
graziano



Registrato: 05/06/06 10:37
Messaggi: 3

MessaggioInviato: Mon Jun 05, 2006 10:39 am    Oggetto: Lavoro in Italia Rispondi citando

Questo e' un articolo interessante trovato su www.repubblica.it

Trovare lavoro, se il titolo di studio non conta
Indagine Isfol: cresce in Italia il numero di offerte di lavoro dove non viene specificato alcun titolo di studio per ricoprire una posizione. Per l'Istat quasi quattro milioni di italiani possiedono qualifiche superiori a quelle necessarie per la professione svolta. E un neolaureato su tre è "sottoinquadrato". POSTI OFFERTI PER TITOLO DI STUDIO: dal 2002 al 2004. IL FENOMENO DEI SOTTOINQUADRATI: per titolo e per età e area geografica. ITALIA VS. EUROPA: occupati per titolo di studio

di FEDERICO PACE

Per gli annunci di lavoro passa il destino di molti di noi. Li leggono quelli che cercano lavoro, ma anche quelli che desiderano cambiarlo e quelli che del proprio posto non sono poi così certi. Seppure spesso sono testi criptici, contraddittori ed elusivi, nelle offerte di lavoro c'è il segno (in parte) di come sta cambiando il mercato del lavoro e di come le aziende guardano a quelli che vogliono assumere.

Ebbene, sempre più spesso in Italia le offerte di lavoro non specificano la necessità di possedere un determinato titolo di studio. Nell’ultimo anno, secondo uno studio dell’Isfol ("La domanda di lavoro qualificato: le inserzioni a modulo nel 2004"), questi annunci sono cresciuti dell’11 per cento e la loro quota ha raggiunto così il 75 per cento mentre solo due anni prima era del 68% (vedi tabella).

A contare è invece il fatto di avere maturato una certa esperienza. La quota di annunci dove tale elemento viene indicato come un requisito è passata dal 36% al 40%. E per lo più l'esperienza è divenuta una condizione necessaria per ottenere quel posto (vedi tabella).

Intanto in Italia, seppure ogni anno escono più di 250 mila laureati dalle università italiane pronti per il mercato del lavoro ed è cresciuta nell’ultimo decennio la quota di occupati con un titolo di studio superiore al diploma, il complesso dell’occupazione continua a caratterizzarsi, dicono gli esperti dell’Istat nel Rapporto annuale 2005 appena pubblicato, per “un livello di istruzione modesto in confronto alla media europea” (vedi tabella) e “il nostro paese si colloca ancora agli ultimi posti per occupati per titolo di studio post-secondario”.

Senza contare che da noi, dati dell’ultimo Rapporto Istat 2005, sono circa 3,7 milioni gli italiani “sottoinquadrati” al lavoro (vedi tabella), ovvero lavoratori che svolgono una professione dove non viene richiesto il titolo di studio di cui sono in possesso.

Di questi, buona parte sono giovani sotto i 34 anni di età. “La mancanza di un lavoro adeguato al livello di istruzione – dicono gli esperti dell’Istat – sembra in parte legarsi alla scarsa spendibilità nel mercato di lavoro del tipo di preparazione acquisita durante il percorso di studi”. D'altro canto però, a testimoniare la complessità del fenomeno, un buon terzo dei “sottoinquadrati” ha un’età compresa tra 35 e 49 anni.

Il problema sembra evidente soprattutto tra i laureati (il 33,5%) e per i diplomati della superiore (il 31,1%). Minimo invece per gli occupati con qualifica professionale. Sono soprattutto le donne, tra i laureati con maggiore esperienza, ad essere danneggiate. Quasi la metà di loro si ritrova a svolgere un lavoro che richiede una qualifica più bassa di quella posseduta (vedi tabella).

L'occupazione "sottoinquadrata" sembra colpire soprattutto quelli che hanno forme contrattuali non tradizionali: il 43,8 per cento di coloro che hanno il contratto a termine e il 31,1% dei lavoratori con contratti di collaborazione.
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