cambiamenti nell'aria : Problemi dei Giovani
Indice

 

  Vai al sito Informagiovani Italia

FORUM INFORMAGIOVANI ITALIA

 

 FAQFAQ   CercaCerca     GruppiGruppi 
 Pannello di Controllo UtentePannello di Controllo Utente  LoginLogin   Callan School of English Callan School   IscrivitiIscriviti 

 

 

Grazie per il tuo supporto a Informagiovani-Italia.com Oggi è mar feb 14, 2012 5:39 am

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 1 messaggio ] 
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: cambiamenti nell'aria
MessaggioInviato: gio lug 27, 2006 10:17 am 
Non connesso

Iscritto il: gio lug 27, 2006 10:13 am
Messaggi: 1
ciao ragazzi ho trovato questi 2 articoli su repubblica online, sicuramente uno specchio della nostra voglia di cambiare, io ci sono in mezzo, sto per laurearmi e da un anno vivo con altre 2 colleghe fuori da casa e d'ala proteCoabitazione per problemi economici ma non solo: un fenomeno in crescita fotografato da un progetto a Torino. Si diventa amici o si cambia casa

Cerchi casa? C'è una nuova strada
I giovani vanno ad abitare insieme


di TULLIA FABIANI


Le stoviglie non vanno lasciate nel lavello. I ripiani del frigo si dividono in parti uguali e per pulire gli spazi in comune si fanno i turni. La vita da coinquilini è faticosa, una combinazione di abitudini e atteggiamenti spesso difficili da conciliare, ma sempre più giovani la affrontano: molti per motivi di studio, un po' perché hanno deciso di lasciare la famiglia e moltissimi perché, per quanto maturi e impiegati, non guadagnano abbastanza da poter pagare un affitto pieno o una rata di mutuo. E questo nella maggior parte delle città italiane: a Roma come a Torino, dove un'associazione di giovani architetti, geografi e ingegneri, "Ylda" (Young people for Local Development Association), ha pensato di indagare a fondo il fenomeno.

Il progetto "Microcluster" (microcomunità locali urbane di sviluppo sul territorio) nasce nel 2004 grazie all'iniziativa del Comune "Giovani e idee", con l'obiettivo di scoprire i modelli abitativi urbani dei giovani. Dopo un lungo lavoro, nel 2006 sono arrivati i risultati.

La coabitazione in cifre. Su un campione di 115 intervistati, oltre il 60 per cento ha più di 26 anni, è piemontese, studia o lavora, vive in casa con un'altra o con altre due persone (il 40 per cento con altre tre), e gradisce la zona dove abita. Il tempo della coabitazione è, in media, di un anno e mezzo, al termine del quale o si va a vivere da soli o con il partner. Mentre l'otto per cento dei casi torna da mammà per mancanza di fondi. La questione affitto infatti è determinante: il costo mensile (canone e consumi compresi) varia fra i 300 e i 500 euro per il 31 per cento degli intervistati, da 500 a 750 nel 30 per cento, e oltre 750 euro per il 28 per cento.

E se il 75 per cento dei ragazzi ritiene che il prezzo è accettabile, ciò non ne diminuisce il peso sul bilancio economico. Per il 47 per cento dei coabitanti la spesa del canone incide dal 10 al 25 per cento sulle entrate mensili e nel 28 per cento dei casi dal 25 al 50. Per quel che riguarda invece la tipologia di contratto, il "4+4" è la più diffusa (39 per cento), ma c'è una discreta fascia di rapporti (il 30 per cento) basati su scritture private o in nessun modo regolati. E la qualità? Come è la convivenza?

La maggior parte dei coabitanti dichiara di essere legata da rapporti di amicizia e quando si litiga è soprattutto per l'igiene dell'appartamento e la gestione della spesa alimentare. Nel 54 per cento dei casi i rapporti con i vicini sono occasionali, ma il 43 per cento degli intervistati si dice disponibile a socializzare o a fare servizi per il vicinato. Altro discorso quello col proprietario di casa: se il 60 per cento dei ragazzi parla di rapporto "amichevole", nel 23 per cento dei casi è definito "inesistente".

Una rete di servizi. A questo proposito, uno degli intenti del progetto è anche quello di fare da tramite fra domanda e offerta: fra coloro che cercano una locazione in coabitazione e i proprietari o le società immobiliari che offrono appartamenti nell'area metropolitana di Torino: "Ci è stato chiaro fin dall'inizio il problema dell'autonomia abitativa, in particolare tra i ragazzi - precisa Marco Malgaro, vice sindaco di Torino e assessore alle Politiche giovanili - e abbiamo pensato di favorire il processo di autonomizzazione attraverso alcuni aiuti, che vanno dalla ricerca dell'abitazione, alla possibilità di ottenere alloggi di edilizia pubblica". "L'idea - aggiunge Giuseppe Nota, dirigente del settore Politiche Giovanili del Comune - è quella di costruire un organismo intermedio tra giovani e proprietari che garantisca questi ultimi per quel che riguarda i pagamenti e la cura dell'immobile, e permetta ai ragazzi di non veder crescere da un giorno all'altro i costi degli affitti".

Ma è necessario anche raccogliere e divulgare informazioni sulla esperienza di condivisione di un appartamento. E lo sanno bene i giovani di Ylda che hanno sperimentato la coabitazione da anni. "Servono opportunità e servizi - spiega Lorenzo Germak, presidente dell'associazione - dall'aperitivo dei coabitanti, dove mettere a punto il sistema del "cerco e offro" per ciò che riguarda mobili, immobili e suppellettili, alla disponibilità di magazzini utili per il deposito in caso di traslochi e mancanza di spazi". Ci vorrà tempo, "ma - nota Claudia Piolatto, esponente dell'associazione - è fondamentale creare una rete di rapporti". Una rete su cui i tanti piccoli grappoli (microcluster, in inglese) di coabitanti possano contare. "È la necessità economica in molti casi a portare alla coabitazione - sottolinea Germak - ma c'è anche chi la considera una specie di filosofia di vita, basata sulla tolleranza e sul rispetto nei confronti degli altri". Nel migliore dei casi si diventa amici. Nel peggiore si cambia casa.
Nonostante la precarietà economica i ragazzi vogliono indipendenza e aspirano ad avere un'abitazione tutta per sé. E le banche lanciano mutui personalizzati

Giovani, tanta voglia di vivere da soli
E le banche iniziano a cambiare idea


di AGNESE ANANASSO


"Vado a vivere da solo, anzi mi compro casa". Sembra questa la fase più ricorrente sulla bocca dei giovani, almeno secondo i dati dell'ultima ricerca condotta dal Censis per conto della Banca di Roma. Dovendo accantonare l'obiettivo del posto fisso, di un reddito sicuro e di una famiglia tradizionale, i giovani si accontentano dei cosiddetti lavori atipici, con contratti a tempo determinato, a progetto, interinali, part-time. E anche gli istituti di credito e le banche si sono date da fare per far fronte al nuovo panorama del mondo del lavoro.

In Italia circa l'81 per cento della popolazione è proprietario di casa ma la media scende drasticamente, al 35,2 per cento, quando si parla di giovani, intendendo coloro che sono in grado di mantenersi da soli, quindi la fascia che va dai 26 ai 35 anni. Non è una situazione "felice" visto che ben il 65 per cento dei giovani, che corrisponde alla quota di coloro che hanno un'indipendenza economica ma non abitativa, vorrebbe vivere da solo ma non ha i mezzi sufficienti per poter comprare casa. Si parla di un bacino di potenziali acquirenti pari a 4 milioni di giovani, di cui il 56,7 per cento vive ancora con i genitori, il 33,9 per cento vive in affitto e il 9,4 per cento convive, con il partner (2,9 per cento) o come single (6,5 per cento).

Nonostante la precarietà però (Il 21,5 per cento ha firmato un contratto atipico), i giovani preferiscono comprare casa, sia per una favorevole congiuntura economica che vede dei vantaggiosi tassi di interesse applicati sui mutui (nonostante il recente aumento da parte della Banca Centrale Europea) sia per l'aumento vertiginoso degli affitti. Un dato interessante: più è alto il livello di istruzione, maggiore è la propensione all'acquisto di un'abitazione. I laureati rappresentano il 9,7 per cento dei giovani ma hanno una propensione all'acquisto pari al 23 per cento; il 62,8 per cento dei diplomati (54,4 percento del totale) vorrebbero acquistare, mentre chi è in possesso di un titolo di studio inferiore oppure ne è privo (36 per cento) vede calare le sue probabilità d'acquisto al 14,1 per cento. Un dato che indica come il percorso formativo diventi un investimento su una carriera più lunga e remunerativa, facendo accantonare il concetto di "prima inizio a lavorare prima inizio a guadagnare".

Per le banche infatti offre maggiori garanzie un giovane che ha cominciato a lavorare da poco ma che ha le basi per realizzare nel lungo termine guadagni più elevati che non un giovane produttivo da subito ma che vede vincolato il suo reddito alla mancanza di un titolo di studio.

Interessanti anche i dati sul livello economico dei compratori: l'83,3 per cento si concentra nelle fasce di reddito medio-basse, solo il 15,7 per cento nella fascia alta e medio alta. I giovani più disposti a "sacrificarsi" per costruirsi il proprio nido sono proprio quelli che appartengono alla classe meno abbiente. Buona parte di questi giovani si concentrano nel Nord-Ovest (30,1 per cento) con il primato della Lombardia (18,7 per cento), seguito dal Sud (28,1 per cento), da Nord-Est e dal Centro, a parimerito con il 22 per cento.

Le stime del Censis (riferite al 2004 e ai primi mesi del 2005) in effetti sono state supportate dai riscontri della Banca di Roma per questa ricerca (in tutto simili ai dati di molti altri istituti): il 39 per cento delle domande pervenute, utilizzando il canale on line, sono arrivate dal Nord, il 38 per cento dal Centro, il 23 per cento dal Sud. La prima città in classifica? Roma col 22 per cento delle richieste, seguita da Milano con l'8 per cento. Il 64 per cento degli acquirenti sono uomini, il rimanente donne.

Il proliferare dei mutui agevolati per i giovani e gli investimenti che stanno facendo le banche per sviluppare nuovi prodotti in tal senso, indica come questa situazione di flessibilità - o di precariato - sia una condizione non effimera ma destinata a durare e a consolidarsi come nuovo modello di rapporto di lavoro.
ct della mamma pagandomi la camera lavorando al Mc part-time...vedi sotto


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 1 messaggio ] 

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi

Cerca per:
Vai a: